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Dal bisogno di indagine intima e di ritorno ad una primordialità di azione ha preso forma l’avvicinamento a Beckett prima e la creazione di Minuti poi. Scegliere Beckett si è rivelata in realtà una tappa naturale per Nodoteatro; nessun altro autore scava in modo così mirato nell’individuo e lo inchioda al muro con i suoi limiti, localizzati con esattezza attraverso un rincorrersi destabilizzante di domande. I testi di Beckett sono percorsi ad interferenza tra il tempo dell’uomo e il tempo oggettivo del mondo, tra senso e precarietà sostanziale di ogni azione, tra un meccanismo perfettamente funzionante e singolo sfasamento di ciascuno. Proprio in questo scarto, in questa non coincidenza si colloca Minuti e il suo provenire da testi differenti, non fa altro che mettere in evidenza la sua  struttura a frammento sintomo di un’incompatibilità essenziale tra indagine nel singolo e relazione con l’altro.




Il testo nasce infatti dallo svisceramento collettivo di diverse opere di Samuel Beckett (Finale di partita, Tutti quelli che cadono, Aspettando Godot, Dondolo, Radio 1, Teatro 1, Giorni felici, Di un’opera abbandonata) e da un prezioso lavoro di riassemblaggio intorno ai maggiori temi di riflessione dell’autore, dell’uomo.


Minuti sono domande

Minuti sono uomini che si confrontano con loro stessi, si incontrano in un campo di battaglia neutro in cui ciascuno è se stesso fino in fondo. Il superfluo sparisce e nel bianco di una scena asettica restano solo domande che mettono in confronto l’uomo con se stesso.

Minuti è un tragitto di scoperta intima che non ha inizio né meta, ma che sempre può ricominciare e ripetersi. Ogni personaggio si ritrova a fare i conti con i propri limiti e le proprie ferite. La memoria e l’accadere si alternano in uno spazio sospeso, senza più coordinate codificabili. Unico giudice imperturbabile è il tempo che, scarnificato nei minimi termini, smette di procedere e solo si limita a scandire l’azione, eterno, sempre uguale.


Ogni logica di narrazione viene ridotta all’osso e resta l’individuo con la sua storia e i suoi tentativi di relazione con l’altro. Attori e spettatori sono chiamati in prima persona a sondare Minuti, a estrapolarne il senso, diverso per ciascuno. L’opera, allo stesso modo di una pagina bianca pone ad ognuno una domanda. I personaggi si muovono sul foglio e disegnano legami fragili al punto che ogni individuo del pubblico può continuarne la creazione osservando l’opera tra le tracce del proprio vissuto.

Minuti è stata presentata per la prima volta nei giorni 10 e 11 Novembre 2005 nell’aula Gradoni presso la sede IUAV Santa Marta di Venezia. Successive repliche: 22 Gennaio 2006 presso il patronato dei Frari durante l’iniziativa Frari Fuori; 4 Maggio presso il Centro Culturale Boldù di Venezia; 22 Giugno presso il teatro “Gli Alcuni” di Treviso.


Scheda tecnica

regia e scena. Ana María Boada
attori. Marta Battistella, Marta Ridolfi, Elisabetta Spaggiari, Francesca Camozzi, Giuseppe Nitti, Sara Lazzaro, Salvatore Pinto
foto e video. Erica Boito, Christian Cinetto
costume. Alessia Fornelli, Ana María Boada
grafica. Luis Miguel Cabanzo
musica. Riccardo Giacconi

Nelle sucessive reppliche sono entrate a far parte di minuti due nuove attrici:
Maddalena Zanardi e Silvia Costa.

 
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